22 | 10 | 2020

Narrare la scienza in tempi pandemici: bilancio di un’esperienza virtuale

Di Francesca Capelli

Conferenze scientifiche, orientamento alla scelta universitaria, un corso di programmazione… Queste iniziative sono il risultato della collaborazione, rafforzata in questi mesi di lockdown, tra l’Hospital Italiano e la scuola Cristoforo Colombo. Due istituzioni storiche (l’Hospital Italiano è stato inaugurato nel 1872, la scuola C. Colombo nel 1952) della comunità italiana a Buenos Aires, entrambe fondate da immigrati con l’obiettivo di fornire ai propri concittadini servizi di qualità nel campo della salute e educazione, senza perdere il legame con le proprie radici.
È stata la pandemia, con la quarantena che ne è conseguita, a suggerire la possibilità di riunire – sebbene nello spazio virtuale di uno schermo – docenti della Colombo e ricercatori dell’Instituto Universitario dell’Hospital Italiano, per organizzare alcune attività per gli studenti della secondaria.
La sfida? Offrire contenuti integrativi che consentissero di collegare la formazione teorica delle classi curricolari con l’attualità della ricerca scientifica, al fine di acquisire competenze che possano essere utilizzate nel mondo del lavoro o nella scelta di una carriera scientifica o tecnica all’università. E scoprire che la scienza, ben comunicata, può essere più eccitante di una serie Netflix.
“La naturale collaborazione tra l’Hospital Italiano e la scuola Cristoforo Colombo” commenta la coordinatrice didattica Milena Panaro “si è approfondita con l’obiettivo comune di motivare gli studenti alla conoscenza, nell’ambito di un contesto così complesso e limitante come quello della pandemia”. Panaro evidenzia come la professionalità dei relatori, l’interesse e la partecipazione del corpo studentesco abbiano permesso di generare un clima favorevole all’apprendimento e alla condivisione, obiettivo difficilissimo da raggiungere nelle attuali circostanze.
Le conferenze hanno trattato temi quali il Covid-19, la sperimentazione sugli animali nei suoi aspetti scientifici ed etici, i brevetti in campo diagnostico e farmacologico; un secondo ciclo, nei mesi di settembre e ottobre, è stato dedicato al rapporto tra microbiota (la flora intestinale) e salute, agli effetti della dieta sul fegato (anche in giovane età), al data mining, all’ingegneria biomedica e alle sue applicazioni. I relatori sono tutti docenti e ricercatori dell’Instituto Universitario dell’Hospital Italiano: Waldo Belloso, Valeria Burgos, Romina Cajal, Graciela Dabrowski, Analía Di Cristofano, Marcelo Figari, Adrián Gadano, Jorge Garbino, Guido Guzmán, Emiliana Herrero, Natalia Perdiz, Tamara Piñero, Nicolás Quiróz, Astrid Risk, Marcelo Risk.
“È stato molto arricchente per noi condividere esperienze e conoscenze con studenti e docenti della Colombo”, afferma Marcelo Risk, direttore del corso di laurea Ingegneria Biomedica dell’Instituto Universitario dell’Hospital Italiano. “Riteniamo che il dialogo e la diffusione della scienza e della tecnologia, con una prospettiva globale e umana, sia importante nella formazione degli studenti di entrambe le istituzioni “.
La grande sfida è stata il corso di programmazione in linguaggio Python (che ha visto alunni e insegnanti studiare insieme), perché si trattava di adattare i contenuti di un corso creato per studenti di ingegneria ai ragazzi delle scuole superiori. La modalità online, in questo caso, ha privilegiato la didattica, perché permetteva a tutti di condividere il proprio schermo e mostrare il lavoro al docente e al gruppo, per chiedere aiuto e suggerimenti.
“Un corso eccellente, sia nella struttura, sia nei contenuti”, afferma Eliana Morgante, insegnante di Tecnologia della scuola. “Il materiale è molto completo e coerente con gli obiettivi, tutto è stato spiegato molto bene. Abbiamo avuto un insegnante impeccabile, attento ai dubbi e ai problemi che sorgevano, un ottimo comunicatore. Gli studenti erano entusiasti. Adesso stiamo usando Python in classe e vorremmo ulteriori approfondimenti”.
Nicolas Hugo Quíroz, ingegnere e docente dell’Instituto Universitario dell’Hospital Italiano che ha tenuto il corso, commenta: “È stata un’esperienza eccellente. Tra tutti i partecipanti si è creato un spazio virtuale di rispetto, comunicazione, collaborazione e apprendimento. Mi sento molto fortunato di far parte di questa esperienza di collaborazione tra due grandi istituzioni “.
Secondo Salvatore Tavella, responsabile del Dipartimento di tecnologie per la didattica della scuola, “il corso Python è stata un’occasione stimolante per il nostro dipartimento e ha dato il via alla possibilità di ideare programmi su misura per le esigenze specifiche degli insegnanti”.
La grande partecipazione degli studenti a tutte le attività, oltretutto in orario extrascolastico, conferma il totale successo di questo modo di trasferire e comunicare la scienza. “Le conferenze” commenta Davide Marcolin, docente di Scienze naturali “sono un modo molto efficace per gli studenti di verificare ciò che sanno sugli argomenti trattati, un’opportunità per mettere in connessione i contenuti e trovare collegamenti con altre materie. È anche un’occasione molto apprezzata per approfondire gli argomenti e appassionarsi alla scienza”.
È stata un’esperienza positiva anche per Autilia Loffredo, docente di Matematica e Fisica della scuola. “Ho potuto apprezzare la capacità comunicativa dei relatori e la loro conoscenza dei temi trattati”, afferma. “Quando hanno parlato di Covid-19, hanno fornito informazioni comprensibili da tutti, senza inutili allarmismi. Nella conferenza sui test sugli animali, la presentazione delle due esperte è stata molto chiara e completa, con grande rispetto per la sensibilità di un pubblico così giovane. Ogni volta che entriamo in contatto con i professionisti dell’Hospital Italiano, emerge la passione che li anima nel loro lavoro”.