2 | 11 | 2016

Che possiamo fare noi genitori di fronte alla tossicodipendenza?

Il titolo sotto forma di domanda, oltre a “chiamare in causa” direttamente i genitori, lasciava intravedere quali sarebbero stati i veri protagonisti dell’incontro-laboratorio sulla tossicodipendenza, svoltosi lunedì 24 ottobre nella nostra Scuola.

In un primo momento, lo specialista Dr. José Contartese, papà di un’alunna della nostra Scuola, ha offerto un ampio panorama sui fattori individuali, familiari e socioculturali, che predispongono al consumo di sostanze psicoattive.

Nel corso della relazione il Dr. Contartese  ha messo in luce che le trasformazioni e i profondi cambiamenti propri dell’adolescenza, in un contesto tollerante che “legittima” la cultura del divertimento adolescente a tutti i costi, senza offrire possibilità diversificate indispensabili per affrontare le inquietudini e la ricerca di significato dei giovani, costituiscono uno scenario particolarmente favorevole alla diffusione della tossicodipendenza.

Da ciò deriva la necessità di poter contare su genitori disposti ad ascoltare, aperti alle differenze, capaci di stabilire limiti chiari e di negoziare al di là della logica delle posizioni e in vista dei vantaggi reciproci, la cui autorità abbia como obiettivo “permettere che i figli sviluppino la propria autorità interiore e il pensiero critico, il senso di responsabilità e  la capacità di prendere decisioni”.

L’incontro si è via via trasformato in uno spazio di scambio di esperienze e di ricerca di risposte e di proposte. Così i genitori, suddivisi in gruppi, hanno espresso  preoccupazioni, condiviso il loro vissuti e si sono ri-conosciuti nei dubbi e nelle certezze degli altri.

“Ce ne siamo andati con delle risposte, ma anche con nuove domande”, ha commentato uno dei partecipanti: davvero un buon inizio se, come ha detto Piero Angela, “le risposte sono sempre limitate, provvisorie, insoddisfacenti, le domande invece sono il vero motore dell’attività mentale: un uomo che non si pone domande, o che si contenta delle risposte, non va molto lontano.”